Martedì 22 Dicembre 2009 07:26
Redazione
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Domenica 13 Dicembre 2009 19:43
Redazione
IL RISCHIO INTOLLERANZA
Inqualificabile episodio di violenza contro il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, che, durante una manifestazione pubblica, è stato colpito al volto da un pesante oggetto, lanciato da un uomo, subito bloccato e accompagnato in questura.Al Presidente Berlusconi tutta la solidarietà dovuta a chiunque subisca violenza di qualsiasi natura: il vivere civile è fatto di tolleranza, rispetto per le opinioni altrui e tutela dell'integrità fisica. Nonostante Silvio Berlusconi, sia il teorico e il campione dell'intolleranza, oltre ad essere alfiere di un modo di fare politica violento, che predica la sottomissione di alleati e controparti, che nella bugia trova la propria naturale espressione, non è possibile gioire per quanto è accaduto oggi.E' necessario che il dibattito politico torni ad essere confronto di idee, opinioni, proposte concrete su come affrontare e risolvere i malanni che affliggono la nostra società.Il primo passo in questa direzione, dovrebbe farlo proprio il Presidente del Consiglio: rinunci alle leggi ad personam per risolvere i propri guai giudiziari e alle manovre finanziarie che hanno lo scopo di salvaguardare gli interessi di chi è ricco, spesso illecitamente, contro chi è povero e subisce le conseguenze di una crisi dei mercati che certamente non ha contribuito a creare. Rinunci a proporre e perseguire la modifica della Carta Costituzionale, con il solo scopo di garantire a se stesso l'impunità!
Francesco Mongioì
Ultimo aggiornamento Domenica 13 Dicembre 2009 20:19
Martedì 17 Novembre 2009 07:03
Redazione
PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO
SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia. ROBERTO SAVIANO
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Lunedì 03 Agosto 2009 12:37
Redazione
Lunedì 29 Giugno 2009 08:07
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